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«Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti»: nulla di più vero di questa esternazione di Cesare Pavese, contenuta nell'opera La luna e i falò, a condizione, però, che la terra mater non sia una perfetta sconosciuta, come troppo spesso accade. Nei fatti i nostri paesi sono ricchissimi di storia e ancor di più di leggende e tradizioni spesso tramandate per via orale, che la fronda verde dell'albero sociale non conosce, perché non è giunta loro la linfa della conoscenza che ha alimentato le generazioni pregresse. Colpa di una certa distrazione promanante dall'uso delle nuove tecnologie, che di fatto hanno annichilito le distanze, creando una sorta di villaggio globale. Si sono in tal modo perdute le caratteristiche salienti delle eterogenee comunità e con esse è andata persa una ricchezza di stimoli che conduceva ad uno spassionato amore per la propria comunità, la qual cosa, immancabilmente, si traduceva in passione ed impegno civici. Oggi, purtroppo, il disamore dei giovani per la propria terra è una delle cause della diaspora che appare inarrestabile, ragion per la quale la scuola, ente che occupa di solito le avanguardie nella lotta per la salvaguardia del territorio, deve intervenire per invertire tale situazione promuovendo la conoscenza dei luoghi entro i quali essa insiste. Tale operazione riesce benissimo all'IOS "De Sanctis" di Lacedonia, presieduto dalla D. S. prof.ssa Silvana Rita Solimine, che abbraccia anche i plessi di Monteverde e Aquilonia per quel che concerne la scuola primaria e quella secondaria di primo grado, al punto che, oltre al lavoro curriculare in tal senso orientato, organizza anche corsi specifici, come i PON, gli ultimi dei quali, denominati CulturalMente e Il mestiere di conservare, sono finalizzati proprio alla conoscenza puntuale degli argomenti de quibus. Devo esternare, da soggetto coinvolto, la mia ammirazione per i giovanissimi studenti che partecipano alle operazioni di ricerca e ricostruzione storica, che stanno rispondendo in maniera egregia agli stimoli culturali promananti dell'istituzione scolastica. Un plauso, dunque, in attesa di vedere i frutti del loro pregevole lavoro, che sarà messo a disposizione di tutti, specialmente della comunità degli adulti, talvolta disattenta, al punto da non avvedersi della ricchezza che la circonda.

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Nell’anno in corso il clima inclemente ha impedito che la statua della Madonna delle Grazie fosse riportata, come di consueto, nella sua chiesetta in contrada Forna dopo un mese esatto dal suo arrivo in paese. Tale evento è stato procrastinato alla data di oggi, 9 giugno 2019, in corrispondenza con la festività di Pentecoste. Ad accompagnare la veneratissima statua il nuovo parroco, don Giuseppe, con un ricchissimo seguito di fedeli.

Le origini del culto della Madonna delle Grazie, ormai plurisecolare, affondano le radici nella leggenda, più che nella storia. Si narra che un gruppo di pastori transumanti di Montella abbiano trovato in località Forna, in un passato non meglio precisato ma molto lontano, una statua lignea della Madonna e che l’abbiano condotta nel loro paese. Miracolosamente, però, il simulacro sarebbe ritornato nel luogo del ritrovamento. Naturalmente tale narrazione è da considerarsi frutto della fervida fantasia popolare. Nei fatti, di contro, le cronache riportano già intorno al 1500 la presenza, in loco, di un eremo benedettino, del quale però si sono perse le tracce. Facile, dunque, che il culto della Madonna sia stato introdotto dai monaci onde annichilire, una volta per tutte, le usanze pagane relative alla fertilità della terra, retaggio delle antiche credenze di epoca romana.

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Sabato 8 giugno 2019, alle ore 17.00, sarà inaugurata la nuova casa municipale di Scampitella nella centrale piazza Giosuè Carducci: un moderno ed efficiente edificio, ben strutturato e tecnologicamente all’avanguardia, realizzato per offrire ai cittadini uffici comunali più funzionali e accoglienti.

Al taglio del nastro seguirà un incontro, nella sala consiliare, cui parteciperanno Antonio Consalvo, Sindaco di Scampitella, Domenico Biancardi, Presidente della Provincia di Avellino, Maria Tirone, Prefetto di Avellino, mons. Sergio Melillo, Vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia, don Michele De Vincentis,  parroco di Scampitella, oltre che della comunità di Anzano. Contestualmente ci sarà l’apertura, all’interno della sede comunale, della mostra permanente “Testimonianze dal passato: archeologia a Scampitella”, realizzata in collaborazione con la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino. In esposizione una serie di preziosi oggetti di ornamento personale dell’ultima età del Ferro provenienti dalla località Piano di Contra e recuperati grazie all’impegno decennale sul controllo del territorio del Gruppo Archeologico “Scampitella”: ne parleranno Francesca Casule, Soprintendente SABAP di Salerno e Avellino, Giampiero Galasso, archeologo, Serena Metozzi, restauratore Artes Restauri e servizi per l’arte.

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Nell'anno scolastico in corso è stato posto in essere, presso l'IOS "F. De Sanctis" di Lacedonia, un progetto di educazione stradale stremamente articolato, estroflesso in eterogenei incontri nel segno della continuità orizzontale con il territorio, ovvero per il tramite della collaborazione fattiva con enti pubblici e privati. Una lezione in presenza è stata tenuta dal cap. Michele Caponigro, comandante della P. M. locale, un altro invece ha visto quale docente il responsabile dell'autoscuola "Erdonea", sig. Di Conza, mentre ieri (4 giugno 2019) si è tenuta, sul campetto dell'ex convento, l'esperienza in situazione che ha costituito la ciliegina sulla torta di questa azione didattica, la cui responsabile è stata la prof.ssa Maria Michelina Giannetti, ma che nei fatti è stata realizzata con la collaborazione attiva di tutti gli insegnanti della scuola primaria e dell'infanzia. Particolarmente attento a queste problematiche è l'istituto guidato dalla D. S. prof.ssa Silvana Rita Solimine, soprattutto per le valenze delle quali esse sono portatrici. Infatti l'educazione stradale travalica ampiamente la pur importantissima tematica della sicurezza, essenziale alla salvaguardia dell'incolumità dei bambini soprattutto nei contesti urbani, ma essendo in sostanza tale materia un insieme di regole, l'educazione alle stesse trasmette un positivo messaggio di cittadinanza attiva: le regole, tanto stradali, quanto d'altra natura, vanno rispettate, perchè la loro ragion d'essere è sempre finalizzata al bene nostro e dell'alterità. E questo, a mio modo di vedere, è un plusvalore del quale occorre tenere veramente conto.

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