Chi Siamo  chi siamo - Annunci annunci

 

Italian English French

In primo piano...

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi e esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Approvo

maf1

Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur!

Ed è proprio vero: mentre il governo nazionale chiacchiera sul futuro delle piccole comunità, esse muoiono proprio in virtù di una legislazione che sostanzialmente equipara i paesetti montani ed interni alle grandi città. Crudeltà dei numeri: l’Istituto Superiore di Calitri, tra i vari indirizzi, non ha raggiunto la mole di utenza scolastica prevista per pochissimo e pertanto gli viene sottratta la presidenza. A mio giudizio è profondamente ingiusto penalizzare sempre le aree meno abitate, che, proprio in grazia di tali continue penalizzazioni, si spopolano sempre di più, in un circolo vizioso che avrà fine soltanto con l’annichilimento completo. Così, mentre le metropoli ingigantiscono e diventano invivibili, i nostri paesi si trasformano in meste sale di attesa di metaforiche stazioni: i giovani attendono il primo treno che li porti via, mentre i vecchi attendono l’ultimo convoglio della loro esistenza.

Sono veramente rammaricato, deluso, scontento, frustrato e, mi sia concesso il termine, “incazzato!”: mentre a Roma si chiacchiera, ancora una volta Sagunto viene espugnata!

Michele Miscia

Lettera aperta dei docenti, la cui firma è in calce.

I risultati di una qualsiasi azione lavorativa non nascono mai a caso e spesso non si comprendono le ragioni che hanno portato al raggiungimento degli stessi.

E' assai più semplice conformarsi ad un andazzo complessivo, aspettando che le occasioni ci cambino il corso delle cose. Quindi, siamo di fronte ad un appiattimento collettivo delle potenzialità e ad una profonda difficoltà nel far nascere nuove proposte o argomentazioni sulle quali poter costruire modelli innovativi.

Siamo assai capaci di individuare la diagnosi della malattia, però ci perdiamo nell'applicazione della terapia e nel frattempo il malato muore. La scuola rappresenta l'ultimo presidio culturale del nostro Territorio, infatti, la fortuna di poter parlare ai ragazzi continuamente, ci pone in una condizione di privilegio che ci fa comprendere la distanza sempre più crescente tra il mondo della scuola e la società civile, ove i fenomeni prevalenti mostrano una forte deriva individualista e scarsamente solidale.

La scuola, invece, è il punto d'incontro delle diverse culture, la scuola è l'espressione dei sentimenti, è la cultura del confronto delle tante visioni che arricchiscono il mondo, senza escludere, anzi partendo proprio dai nostri piccoli paesi.

Alla scuola spetta il compito, che presuppone grande capacità maieutica, di valorizzare le singole abilità, di sostenere anche le capacità residue di ogni allievo.

Inoltre, ha il dovere di costruire ponti sui quali far incamminare la speranza, far guardare il futuro con ottimismo perché solo la positività verso i nuovi orizzonti riesce a liberare le energie possedute e far cogliere le tante occasioni che la vita offre ad ognuno di noi.

Una scuola che sa veramente essere buona aiuta a guardare la felicità: questo è stato ed è l'Istituto " Maffucci" di Calitri.

Se a questo aggiungessimo anche i risultati della ricerca condotta dalla Fondazione Agnelli, che classifica le " scuole" nel preparare al lavoro e all'università, e che vedono il Maffucci tra le scuole migliori, allora la speranza che si possa coniugare libertà, responsabilità e successi anche nel nostro Sud si fa certezza.

La nostra mente corre verso tutti i risultati raggiunti, che ormai sono sotto gli occhi di tutti, che sono il prodotto di una grande strategia di coinvolgimento emotivo/relazionale che ha visto connessi ed uniti gli alunni, i docenti, il personale Ata e le figure professionali di tanti esperti esterni che molto spesso hanno collaborato con l'istituzione scolastica.

Ci sono voluti anni ed anni di piacevole lavoro per fare una scuola di qualità, una scuola capace di mettere ogni alunno al centro di una didattica innovativa, che coniuga le singole competenze con le grandi sfide che il sistema globalizzato ci impone.

Una scuola nella quale l'azione didattico/educativa è lo strumento affinché si possa "star bene insieme ".

Ci viene difficile pensare che 371 alunni, in un territorio che rischia lo spopolamento, contino poco, al punto di affidarli ad un nuovo Dirigente Scolastico senza tener conto di ciò che l'Istituto " Maffucci" di Calitri ha rappresentato e rappresenta per i nostri paesi.

La legge 183/2011 ha avviato un devastante processo di dimensionamento della rete scolastica. Devastante perché, con la norma sopra richiamata, si prevede la costituzione di scuole dimensionate, quindi un Dirigente scolastico ed un Direttore amministrativo per comuni montani con almeno 400 alunni.

Il Dimensionamento della rete scolastica, per come vediamo muoversi le istituzioni preposte alle decisioni, sembra essere vissuta come una mera incombenza di riorganizzazione numerica che si riduce ad un atto amministrativo. Non può, non deve essere così!

Le scuole devono essere coinvolte per quelle che sono e che rappresentano, le scelte istituzionali devono farsi carico della complessità dei territori e devono mettere al centro un’idea di scuole al servizio dell’utenza e non di un vacuo numero da raggiungere.

Se la norma in vigore non sarà cambiata, tra qualche anno, viste anche le nuove iscrizioni, avremo per tutta l'Alta Irpinia una sola presidenza e allora sarà la fine anche di quel poco di qualità e di umanità che ancora animano i nostri piccoli e, spesso, isolati paesi.

Un grazie al personale ATA ed amministrativo che ha supportato e sostenuto le nostre iniziative. Un grazie al Segretario amministrativo, dott. Mario Cipriano, che ha capito la dinamicità della nostra scuola, ed ne è diventato il punto di forza.

Un grazie al Dirigente Scolastico, Prof. Gerardo Vespucci, che ci ha continuamente trasmesso l'amore per la vita, checché se ne voglia dire, è ancora il presupposto propedeutico a qualsiasi processo di apprendimento/insegnamento.

Grazie Preside per averci aiutato a scrivere una delle pagine più belle della nostra Irpinia.

Ad maiora.

I docenti

Maurizio Cianci

Francesco Custode

Lino Iorlano

Antonio Vella

drone

Condividi su:

RAZZISMO

A quanti, come me, ritengono che esista un obbligo etico di offrire il proprio spassionato aiuto a chi ha bisogno, quello connesso all'attribuzione della cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati in Italia, in grazia del principio dello ius soli, è un confronto dialettico che non entusiasma affatto, soprattutto perché sta svelando tendenze xenofobe radicate nella nostra società, cosa che non ci rende affatto onore, specialmente in considerazione dei nostri precedenti storici (leggi razziali e persecuzioni varie, stragi compiute in Abissinia con l'uso di gas letali etc.). Non voglio parlare di razzismo, ma di paura dell'alterità senza dubbio. 

Per quel che mi concerne vorrei evidenziare una indubitabile realtà: i poveri e i bisognosi non hanno nazionalità alcuna in qual si voglia Stato del mondo. A che cosa serve "essere italiani" se il legislatore ti snobba nel caso tu non abbia di che provvedere ai tuoi bisogni quotidiani? In realtà il ricco trova parenti anche tra gli sconosciuti, mentre il povero trova sconosciuti anche tra i parenti. Non credo che qualcuno avrebbe qualcosa da ridire se un miliardario africano o asiatico chiedesse la nostra cittadinanza. Quella tra ricchi e poveri è la sola differenza tra gli esseri umani che abbia un qualche senso. Io sono fiero di essere italiano soprattutto perché sono convinto che la grandissima maggioranza degli italiani abbia un grande cuore, un cuore capace di accogliere, ed uno sguardo molto più affinato a cercare affinità piuttosto che differenze tra persone di eterogenee provenienze geografiche.

Per quanto mi concerne, rispetto, come mio solito, ogni opinione, soprattutto quelle differenti dalla mia, ma credo che nessuno possa avanzare la pretesa di indurmi ad astenermi dal prestare il poco aiuto che posso offrire a chi ha bisogno: lo ripeto, italiano o non che sia. Tutto ciò che non si è disposti a donare non lo possediamo ma ci possiede. Io non ho beni materiali, ma soltanto immateriali: un po' di cultura, la capacità di trasmettere la conoscenza della nostra amata lingua, e questo posso donare, soprattutto perché non uso identificarmi con quello che so, ma soltanto con ciò che realmente sono: homo sum, humani nihil a me alienum puto! L'esperienza della Scuola permanente e gratuita di Italiano e Cultura Giurdica di base per Stranieri continua! Il centro per il sostegno e l'orientamento a studenti italiani è sempre attivo!

AVANTI TUTTA SULLA STRADA DELLA SOLIDARIETÀ UMANA!

RAZZISMO1

Condividi su:

FALCUCCICIANI

Giuseppe Ciani e Luca Falcucci

Entrambi Maestri di Karate con propri Dojo, entrambi cresciuti all'interno dell'IKA (Italia Karate Associazione), che nel Maestro Tommaso Falcucci ha trovato il suo fondatore e il suo punto di coesione, tanto Luca Falcucci quanto Giuseppe Ciani sono anche atleti pluripremiati, che non si tirano mai indietro quando c'è da gareggiare. Del loro valore si è accorta la Federazione di San Marino, che li ha convocati nella propria Nazionale perché difendano i colori della loro Repubblica in Spagna, a Toledo, in un torneo di primo livello che si terrà il 17 e 18 del corrente mese di giugno. Accompagnati dal coach Maestro Benedetto Perrina, dovranno confrontarsi con la miglior parte del Karate agonistico mondiale: Luca Falcucci per quel che concerne la categoria - 67 nella specialità del Kumite, mentre Giuseppe Ciani competerà nei Kata, categoria unica.

Mi preme sottolineare che l'attenzione dei sanmarinesi nei confronti del grande Karate d'Irpinia rende perfettamente l'idea del grado di perizia raggiunto dall'IKA.

Per parte nostra ne siamo orgogliosi e naturalmente non mancheremo di comunicare i risultati dei due nostri atleti.

cianiperrina

I Maestri Ciani e Perrina

LUCA FALCUCCI

Il Maestro Falcucci

torneospagna

Condividi su:

zahira

Un atto di grandissima generosità e di vero eroismo quello compiuto ieri a Napoli, intorno alle 18.30, dalla giovanissima Zahira Namiri, lacedoniese a denominazione d'origine, perché ha trascorso la sua intera esistenza a Lacedonia, pur essendo nata nella meravigliosa Casablanca, una città marittima con oltre tre milioni di abitanti, evocativa e carismatica metropoli quanto pochissime altre al mondo. Ma a Lacedonia Zahira si è formata quale persona e quale professionista. Era bravissima, come suo fratello e le sue sorelle, nelle scuole di ogni ordine e grado frequentate, essendosi sempre distinta per intelligenza e per spirito di sacrificio (cosa alquanto rara nei tempi nostri), fin quando non ha conseguito, senza perdere tempo, la Laurea in Infermieristica, frequentando subito dopo con grande successo il Master in "Area critica ed emergenza". E a quanto pare non ha appreso soltanto la mera teoria, ma la dott.ssa Namiri si è appropriata di competenze pratiche molto affinate, che le hanno consentito di salvare una vita sul marciapiede di una strada partenopea. Chapeau alla splendida persona di Zahira, che oltretutto racconta quanto le è accaduto con grande umiltà. Non le è sfuggita l'importanza dell'aver sottratto una persona alla morte, ma il modo con il quale  racconta l'episodio denota grandissima umiltà ed altrettanta umanità. Voglio riportare le sue parole precise, perché meritano il plauso comune:

«Ho salvato una vita.
Oggi era un giorno come un altro, avevo fatto le mie commissioni ma mi era sfuggita la rucola da comprare.
Esco e vedo sulla strada un uomo a terra, forse sulla quarantina, incosciente e intorno a lui quattro o cinque persone impegnate a capire quale fosse il problema. Non c'era il battito.
Per istinto ho lasciato quello che avevo in mano e ho iniziato la rianimazione cardiopolmonare.
Mai avrei immaginato di avere nervi saldi e lucidità in una situazione del genere.
Ho salvato una vita. Ma forse erano due, tre, dieci. Quella della madre, della moglie o dei figli.
O forse semplicemente è questo lavoro che ha salvato me
».

Zahira, parola mia!, hai salvato molto di più di una vita, molto di più della vita della madre, della moglie e dei figli, perché hai salvato quello spirito di umanità che si va perdendo sempre di più. Hai salvato un Valore, quello dell'umana solidarietà e della compassione che si esprime attivamente, con l'aiuto concreto e salvifico portato generosamente a quanti soffrono o si trovano in difficoltà o ancora in pericolo. 

Ed hai salvato anche la mia giornata, perché notizie come queste mi fanno pensare che il mondo, tutto sommato, può anche essere, anche se solo occasionalmente, un luogo ove vale la pena di vivere!

zahira1

 

Condividi su:

 

Blog a cura del Dott. Michele Miscia

 

UNIONE NAZIONALE PER LA LOTTA CONTRO L’ANALFABETISMO

Ente Morale D.P.R. n° 181 dell’11.02.1952

Accreditato presso il MIUR ex art. 66 del vigente C.C.N.L. ed ex artt. 2 e 3 della Direttiva Ministeriale 90/2003,

aggiornata con la Direttiva Ministeriale 170/2016

DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA LACEDONIA (AV)


  • erdonea
  • LaCigogna
  • vecevending

 

pubblicita

 

gallery

Clicca per accedere alla

Video Gallery

Seguici su Facebook

Supporta la tua Irpinia